Potremmo dire, citando un vecchio film che “qualcosa è cambiato”.
Non era mai successo prima che un governatore della nostra Regione andasse a Roma a difendere i diritti della riabilitazione (e non solo).
Non era mai successo che invece di “dare addosso” a questo settore, addirittura il vertice della giunta regionale andasse a dire che questo settore ha bisogno di certezze, di riposte e di sviluppo, non di vessazioni e ricatti.
È proprio la parola ricatto quella che De Luca ha usato più volte per definire la logica di subordinare i nuovi contratti alla rinuncia al diritto, sancito dalla Costituzione, della difesa in sede giudiziaria delle proprie ragioni. Già, perché ridotta all’osso quella logica si riassume così: “se vuoi il nuovo contratto devi rinunciare alle cause in corso e anche a quelle future”.
De Luca ha detto che questo ricatto non deve appartenerci. Non solo, ha anche chiesto più soldi per la salute dei cittadini e per la riabilitazione. Non ci sono? Non è vero, e ha spiegato perché, dimostrando come il nord “si pappi” i nostri soldi grazie a meccanismi e automatismi che spostano i finanziamenti sulle regioni settentrionali. Per esempio perché hanno una popolazione più anziana. Insomma, mentre tutti, politici in primis, si lamentano del fatto che in Italia non ci siano abbastanza giovani, si premiamo le regioni che ne hanno di meno.
“Gli amici del Nord – ha detto De Luca – fanno i magliari, la Campania perde duecento milioni di euro perché è la regione più giovane d’Italia. Loro non fanno una piega quando devono fregare soldi al Sud sono, al di là dell’appartenenza politica, un blocco granitico. Dobbiamo essere meno pollaio e più sostanza per difenderci e per riprenderci risorse che sono nostre. Loro non ci regalano niente».
E chi ci rimette sono i nostri cittadini, in particolare quelli più deboli.
Ma torniamo ai contratti. Nei prossimi giorni la Regione farà pervenire le bozze di contratto tipo per il 2016-2017. Su questo si aprirà il dibattito e ci saranno le proposte delle associazioni. Sarà uno dei passaggi fondamentali per tutto il futuro del settore della riabilitazione, assieme a quello dei “tetti di spesa”.
Un’ ultima osservazione: con una delibera regionale nei giorni scorsi finalmente, dopo cinque anni, si mette la parola fine a una specie di truffa ripristinando il pagamento da parte delle ASL della “compartecipazione”. Un altro passo avanti importantissimo nel senso di una maggiore giustizia socio-sanitaria. Un altro segnale che davvero qualcosa è cambiato. Anzi, molto.
Perché continui a cambiare serve l’impegno di tutti. Noi siamo qui per questo.
Campaniariabilitazione
